LA REALTÀ NON SCOMPARE Philip K. Dick, i replicanti al potere e l'insostenibile leggerezza del vero Philip K. Dick aveva un problema con la realtà. Non riusciva a fidarsene. La interrogava, la smontava, la rivoltava come un guanto e quando finalmente sembrava averne trovato una spiegazione soddisfacente, scopriva che qualcuno gli aveva cambiato il guanto. Era paranoico? Aveva certamente le sue ossessioni, e non poche. Ma bisogna riconoscergli una certa lungimiranza: oggi, per ritrovarsi in uno dei suoi universi, non occorre assumere sostanze psichedeliche, subire esperimenti governativi o svegliarsi in una dimensione parallela. Basta accendere il telefono, possibilmente prima di colazione, quando il cervello non ha ancora avuto il tempo di organizzare una difesa. Un tempo si diceva che la storia la scrivono i vincitori. Era un sistema piuttosto rudimentale, ma funzionava. Si vinceva una guerra, si occupavano gli archivi, si eliminava qualche testimone particolarmente loquace e si a...