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Rock'n roll robots

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  Nel 1979 esce Joe's garage un album doppio di un opera in 3 atti del Maestro Frank Zappa. L'opera si riferisce a un tempo e luogo nel futuro (prossimo) in cui la musica è stata dichiarata illegale e gli artisti vengono trattati più o meno come tossicomani da riabilitare. Zappa nelle note di copertina dell'epoca disse più o meno (cito a memoria) "se pensate che tutto questo sia solo fantascienza sappiate che in Iran la musica è stata dichiarata illegale."  Zappa aveva una capacità incredibile di anticipare certe derive culturali e politiche!  La sua satira è diventata purtroppo sempre più attuale col passare del tempo. Oggi probabilmente scriverebbe un'intera opera rock sull'epoca del politicamente corretto, dei social media e delle ipocrisie contemporanee. Joe’s Garage è una delle sue opere più visionarie: l’idea di un mondo in cui la musica viene messa al bando da un governo autoritario sembrava assurda nel ’79, ma oggi, tra censura digitale, algoritmi ...

A chi appartiene l'IA?

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  A chi appartiene l’IA? L’arte, in tutte le sue forme, è sempre stata espressione di un’epoca, dei suoi sogni e delle sue contraddizioni. Prendiamo la psichedelia: più che un semplice fenomeno musicale o visivo, è stata un’idea di espansione della percezione, di abbattimento dei confini tra arte e realtà. Un movimento che ha lasciato tracce profonde, anche dopo la fine della sua epoca d’oro. Hendrix, ad esempio, incarnava questo spirito di rottura e trasformazione, e il fatto che ci abbia lasciati proprio mentre l’onda psichedelica si spegneva sembra quasi simbolico. Eppure, il suo genio non si è esaurito con la sua vita: possiamo solo immaginare quali direzioni avrebbe preso, come l’ipotetico album con Miles Davis suggerisce. Ma il genio è sempre un fenomeno individuale? Brian Eno parlava di scenius, un’intelligenza collettiva più che del singolo genio isolato. Questo concetto si applica perfettamente alla nostra epoca, dove la creatività e l’innovazione emergono da un tessuto co...

La matematica del suono

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  La musica è una forma d'arte che coinvolge molteplici aspetti, tra cui la melodia, l'armonia, il ritmo e il timbro. Tuttavia, uno degli aspetti più interessanti e affascinanti della musica è la sua connessione con la matematica e la fisica acustica. In questo articolo, esploreremo in dettaglio gli aspetti logico matematici della musica, mettendoli in relazione con la fisica acustica e la creazione degli armonici. Per comprendere come la matematica e la fisica acustica influenzano la musica, dobbiamo prima capire il concetto di suono e la sua struttura fondamentale. Il suono è una forma di energia che si propaga attraverso un mezzo, come l'aria o l'acqua, sotto forma di onde sonore. Queste onde sono caratterizzate da diverse proprietà, come la frequenza, l'ampiezza e la fase. La frequenza è la misura del numero di cicli che un'onda sonora compie in un secondo, ed è espressa in Hertz (Hz). L'ampiezza, invece, è la misura dell'intensità del suono, ovvero ...

La peste

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Mentre leggo "La peste" di Camus mi ritrovo a considerare i nostri tempi afflitti dalla pandemia da Covid 19 da ormai 2 anni (e siamo appena entrati nel terzo). Siamo alla quarta ondata e l'inverno è ormai alle porte e con l'inverno tornano a salire i contagi i morti e le terapie intensive. Viviamo strani giorni, cantava Battiato e questi 2 anni sono sembrati più lunghi che mai tra speranze e paure. Ci siamo ritrovati più vecchi, soli e fragili in mezzo a qualcosa che credevamo appartenesse ormai ad un lontano e dimenticato passato: le pestilenze.  Si dice che la storia si ripete e l'umanità di pestilenze ne ha conosciute moltissime e terrificanti. Alcune di queste hanno decimato popolazioni e fatto cadere citta e imperi. Marco Aurelio l'imperatore filosofo romano fu testimone della peste antonina che durò circa 30 anni e sconvolse l'impero romano decimandone le città e le truppe. Secondo alcuni storici l'impero non si riprese mai completamente da tale...

La regina degli scacchi

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 "Chess is life" diceva Bobby Fisher il primo GM (Grande Maestro) americano a vincere una competizione contro l' URSS nel 1972 in piena guerra fredda, in quella che fu soprannominata la sfida del secolo e non è un segreto per nessuno che Walter Tevis si sia parzialmente ispirato alla vita di Bobby quando mise nero su bianco il suo capolavoro " The queen's gambit "nel 1983. Tevis aveva pubblicato il suo primo romanzo di successo nel 1959 " Lo spaccone "(The hustler)  da cui venne tratto un film acclamato in tutto il mondo con Paul Newman girato in uno splendido bianco e nero per la regia di Robert Rossen . Il film segnò l'inizio della collaborazione col cinema di Walter Tevis. In seguito ben 4 dei suoi 6 romanzi pubblicati vennero traferiti su celluloide da Hollywood e l'ultimo è proprio "La regina degli scacchi" prodotto da Netflix che rappresenta sicuramente uno dei più grandi successi di critica e di pubblico dell...

Siamo noi i replicanti

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Che cos'è il mito della caverna di Platone se non una visione futuristica del cinema per noi contemporanei? E chi sono quegli uomini in catene che guardano immagini (ombre) riflesse dal "fuoco"  su una parete?  Avevo 17 anni quando ho visto il primo Blade Runner in un cinema di Milano in prima visione nell'ormai lontano 1982.  La sala era gremita e molti lo guardarono in piedi. C'era molta attesa per questo film dopo Alien del 1979 in cui Ridley Scott si presentava come il nuovo regista visionario della SF. In quell'anno uscì un altro film " La cosa " di John Carpenter rifacimento di " La cosa da un altro mondo " del 1951 il cui tema era in qualche modo simile a quello di Alien. L'eterna storia del licantropo "azzannato" (da un cane o da un alieno) che si trasforma in qualcosaltro in un mostro, un diverso, un alieno appunto.  Nel 1982 l'aids era già una realtà anche se in italia ancora poco conosciuta (30 milioni di...

Impossible music, synclavier e altre storie

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L'ultima collaborazione di Zappa è quella con l'Ensamble moderne celebrata nel live The yellow shark. Il compositore di Baltimora (di origini siciliane) chiude la sua carriera con quello che rimase a suo dire il  pricipale ostacolo artistico durante l'intero arco della sua carriera: la gestione degli ensamble orchestrali. Zappa ben racconta le sue vicissitudini orchestrali nella sua autobiografia "The real FZ book" relegandole nel settore "orchestral stupidities" per sottolineare con la sua abituale ironia il tempo e i soldi che dice di averci perso. Ma al di la delle questioni di "costume" resta il fatto sul quale uno dei miti della carriera di Zappa era costruito: l'insuonabilità delle sue partiture o quantomeno di alcune di esse". Zappa fu tra i primi se non il primo ad utilizzare e studiare estensivamente il Synclavier (uno dei primi sitemi digitali per la composizione musicale estremamente costoso all'epoca e che solo in ...